Call of Dusty

20 dicembre 2008

C’è chi lo ha nel sangue e riesce a battere tutti i record dopo una settimana, e c’è chi prima di diventare bravo ad un videogioco deve sudare le proverbiali sette camicie. Indovinate: in chissà quale categoria potrei mai essere listato? La prima! E certo…
Mia sorella mi compra Call of Duty 3 per natale. Yeah! Provo subito il gioco singolo, livello iperfacile ovviamente. Dieci minuti buoni per completare solo l’addestramento, che, per chi non lo sapesse, consiste nel mirare a una decina di bottiglie e nel tirare due granate. Dieci. Minuti. Buoni. Comincia la missione, banale: un pò di avanzata orgogliosa, blocco, strenua difesa delle posizioni in attesa dell’arrivo dei rinforzi. La mia compagnia se la cava, ma non certo grazie a me: mentre i miei commilitoni si spaccavano il c**o in due per fare a frittelle i nazisti che vengono fuori dalle fottute pareti, io continuavo a correre in tondo e a tirare fuori il binocolo.
Il binocolo, esatto.
Che magari non ne ho ammazzato manco mezzo, di nemico, ma ho avuto una visione d’insieme della battaglia – sotto sei differenti visuali a differenti distanze – che nessun’altro ha certo avuto…
Così decido di sospendere per un pò l’ardimento di guerra e mi dedico all’allenamento. Quale allenamento migliore se non giocare in multiplayer locale? Mia sorella si presta volentieri: soldato alleato Charladay al rapporto, Signore.
Analisi della partita media: 3 minuti a cercarci per la mappa, vagando per paesini francesi pieni di cimiteri e dighe di confine costruite su quattro livelli, poi l’incontro dei sue soldati. Lei guarda me. Io guardo lei. Sfida all’OK Corral mentale. La tensione è alle stelle. Poi cominciamo a sparare all’impazzata, stando fermi immobili piantati sul posto. Lei ha una pistolina, io ho due granate a frammentazione e un MG42 a portata di mano. Lei spara una volta, mi prende, e m’ammazza. Ricominciamo, e dopo altri 3 minuti buoni di ricerca, la ritrovo. Scopro quindi che è salita su un carro blindato e appena mi vede ingrana la quarta e comincia a seguirmi, sparando cannonate. Io scappo a piedi e ogni tanto mi giro, sparo un proiettile, e vengo investito. Ricominciamo una terza volta, ricerca, ritrovo. Lei ha finito le munizioni, deve ricaricare! Io miro, punto, mi basta premere il grilletto per fare un punto!
Ma tiro fuori il binocolo.
Dannata guerra…

Nella diapositiva: Cere protegge alacremente un baluardo alle Ardenne, mentre il resto dell'esercito si è già spostato a Parigi.

Prison Break 4×12 – Selfless

26 novembre 2008

prison Break 4x12 - SelflessOMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! OMG, WtF?!? Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!! Y0u SoaB! WHAT!??? OMG, WtF?!!

d1d u bre4k the cod3?

11 novembre 2008

 

2nd coming

Still Alive

10 ottobre 2008

Non sono arrivato a quella fase di blocco che anticipa sempre l’abbandono del blog; di questo sono certo. E’ solo che se dovessi scrivere di tutto quello che faccio sarei sempre qui davanti allo schermo a scrivere di cose che faccio, ma essendo qua non le farei e quindi non avrei niente da scrivere… insomma, l’avete capito, è una di quelle situazioni imbarazzanti da cui si esce difficilmente: non potendo trattare tutto dovrei fare una selezione, ma così farei torto a qualcosa e allora decido di filtrare tutto, ma così mi dispiace e allora…. insomma, l’avete capito, è una di quelle situazioni imbarazz–

Not the best incipit I could choose. Let’s restart!

Non sono arrivato a quella fase di blocco che anticipa sempre l’abbandono del blog; di questo sono certo. E’ solo che se dovessi scrivere di tutto quello che faccio sarei sempre qui davanti allo schermo. Così eccomi qua, giusto per annunciare al mondo di nessuno che sono ancora vivo e vegeto, ora più che mai.
Ho iniziato un bel corso della provincia, e di questo parlerò.
Ho visto circa 3.2 milioni tra show televisivi e film, e anche di questo prima o poi farò il resoconto (magari di gruppo, eh!).
Ho conosciuto nuova gente, visto nuovi posti, fatto nuove cose, bevuto nuove bevande, riso nuove risate… diciamo che quando riprenderò a scrivere di certo non avrò carenza di argomenti.
Per ora, in attesa, saluto cordialmente le palle di fieno rotolanti che sostituiscono il mio pubblico di lettori, passo e chiudo. Big Balls.

All your base are belong to bwin (II)

25 settembre 2008

Sono indietrissimo. Devo scrivere la recensione di una puntata di Prison Break, di un episodio (presto due) di Fringe, di qualcosa come trecentoquattro film o giù di lì. Devo dire la mia su tante cose, portare avanti le rubriche che così tanto hanno smosso la massa, iniziarne di altre… insomma, un casino. Ora, però, volevo dare un piccolo aggiornamento sulla teoria esposta qualche giorno fa, quella riguardante le scommesse a probabilità 1:4 e il raddoppio di puntata ad ogni giocata persa.
Funziona. Alla grande, anche, ma devo fare un appunto. Una precisazione.
Il meccanismo che avevo banalmente calcolato, messo alla prova, si è rivelato esatto, ma purtroppo ho commesso un errore che ho pagato caro (nel vero senso della parola!): la scelta dell’evento “Dispari\Dispari” non era la scelta più conveniente; per ragioni del tutto legate al mondo dello sport particolare da me scelto per le scommesse (il calcio) la possibilità che un incontro termini con un numero di gol totali pari è maggiore rispetto alla sua opposta. 
Allora ho ripreso in mano la calcolatrice e dopo un oretta ecco il nuovo sistema: prima di tutto, non più scommesse fisse multiple al raddoppio, bensì giocate dinamiche ottimali che si aggiornano automaticamente a seconda del coefficiente di quell’evento (Excel I love U). La sequenza 3 – 6 – 12 – 24 [...] si può trasformare quindi in 3 – 4 – 5 – 10 [...] come in 3 – 5 – 10 – 20 [...], a seconda appunto dei coefficienti presenti in quei casi particolari. Un foglio elettronico di cui vado orgoglioso tiene tutti i conti e fa sì che la somma totale spesa sia bassa, con una possibilità di vincere relativamente alta.
In secundis, cambio di rotta per quanto riguarda l’evento: non più l’antipatico “Dispari\Dispari”, ma un più clemente e gioviale “Sì\Sì”, alla voce: Entrambe le squadre segneranno almeno un gol? 
Questo tipo di scommessa è davvero ottima: non mi dilungherò sulle precisazioni particolari, ma mi limiterò a segnalare una cosa. La possibilità è pagata come un 1:4, ma alla realtà dei fatti è un 1:3, poichè è altamente improbabile che due partite finiscano insieme a reti inviolate entrambe. E questo è bene.
Inoltre c’è la possibilità – mi è capitato più di una volta – che al 10′ del primo tempo la scommessa sia già vinta. Prendo ad esempio una partita della Coppa di Sudamerica giocata una di questa notti: gol di una squadra al 2′, gol dell’altra al 7′ e via; gli altri 83′ sono inutili e la scommessa è vinta. Certo, non è sempre così, ma quando succede è una goduria.

A conti fatti, la faccenda è questa: in una settimana, legato a quanto detto nell’altro post, ho perso un fracco di soldi. Niente di irreparabile, ma non potrò comprarmi nè iPhone nè alcun mega-cofanetto di serie tv fantascientifiche per un buon mesetto almeno. Ora, sto recuperando in modo relativamente veloce (mai, MAI, avere fretta quando si tratta di recuperare soldi persi) con questo “New Deal” e prevedo di andare a pari per fine Ottobre. Poi, si può cominciare a parlare di attivo.

Prison Break 4×04 – Eagles and Angels

18 settembre 2008

prison Break 4x04 - Eagles and AngelsQuarta puntata della quarta stagione, quanta emozione.
E’ con questa bellissima (!) filastrocca che voglio aprire la recensione di “Eagles and Angels” (il titolo fa riferimento agli appellativi che vengono dati, rispettivamente, ai poliziotti morti in servizio e ai parenti che lasciano in vita, motivo che lascia leggermente capire perchè i due fratellini Scoffield\Burrows sono vestiti da agenti, nell’immaginetta. E dire che ci sarebbe anche un fantastico Mahone versione carabiniere di quartiere, ma per motivi di spazio non ho potuto inserirlo! Godetevelo qua).
La storia va avanti senza freni, alla ricerca dei Custodi di Scylla, mentre la Compagnia continua ad allungare le mani sul Laos… quando ci spiegheranno cosa diavolo succede saremo tutti molto più felici, ma fateci pure aspettare ancora, che tanto a noi questa attesa che ci uccide fa solo che piacere. In un oceano felice, un’isoletta di mestizia si fa però spazio: Sarah.
Non se ne può più! Piange sempre, è depressa, tiene il muso 24\7 e si fa pure beccare dal negrone come se non fosse mai scappata. Liberatecene! Michael sarà molto più libero (di farsi implodere il cervello nel cranio, anche, a quanto pare) e gli spettatori non avranno più questo peso sul groppone, ogni settimana.
Arridatece The Head in the Box!!!!

Places NOT to visit: HTML.it Forum

18 settembre 2008

E dopo il grande successo (?) della prima puntata, ripetiamo l’esperimento con questa nuova pubblicazione di PNOTtv, grande elenco ragionato dei posti dove non ci si dovrebbe trovare mai, nemmeno nei momenti di bisogno.
Questa volta visitiamo un posto virtuale, non reale; un sito internet, un forum più esattamente: il forum di HTML.it.
Ora, specifico sin da subito che non sono un utente costante di questo forum, nè tantomeno mi interessa esserlo o diventarlo: semplicemente, ci vado quando ho qualche questione informatica che non riesco a risolvere e che so già bene sarebbe una grande perdita di tempo esporre su Y! Answers. Il forum di HTML.it è ben fatto, semplice e ordinato, come si confà ad un forum specialistico informatico, e viene descritto come un luogo pieno zeppo di esperti (soprattutto in linguaggi di programmazione, ma anche di tutto il resto) pronti a discutere dei problemi. Niente di più falso.
La mia esperienza è totalmente diversa. Arrivo sul forum, cerco bene nelle conversazioni precedenti che la mia domanda non abbia ricevuto già una risposta e se vedo che così non è scrivo un post che definire perfetto è poco: semplice, diretto, senza ‘k’, .gif animate o qualsivoglia ignominie di questo genere, pieno solo dei particolari importanti e, soprattutto, di cortesia. Pubblico il messaggio (sempre relativo a questioni relativamente semplici, cui io arrivo solo per metà e per cui – vado di logica – un esperto dovrebbe sguazzarci dentro come un bimbo nella nutella) e aspetto.
Cinque minuti, trenta minuti, un’ora, tre ore, mezza giornata. Poi ricevo in mail la prima risposta.
“Il mio problema è X”, dicevo nel post che ho pubblicato sul forum di HTML.it. “Vorrei che Y invece di fare Z faccia J. Come posso fare?” chiedevo candidamente.
“Il suo problema è X”, mi sento rispondere. “Non può far fare Z a Y, deve farle fare J. Bye”.

Mi tocco se ci sono. 
Rispondo (ancora) gentilmente che, sì, certo, ma come? E a quel punto (quando qualcuno mi risponde, altrimenti la conversazione è finita lì) le repliche sono di due tipi: scazzate frecciatine sulla mia decisione di usare Y anziché YY oppure altre stringatissime frasi (max. 12 parole, “Bye” compreso) che mi consigliano di far fare J a Y. A quel punto sbaracco tutto e passo su Y! Answers, che nell’ignoranza generale non mi darà la risposta, ma per lo meno mi indica un punto di partenza da dove iniziare a investigare. Insopportabile.

All your base are belong to bwin.

13 settembre 2008

Ogni tanto ci ricado. Possono passare pochi mesi o un intero anno, ma prima o dopo sono di nuovo tra le pagine di bwin, a puntare soldini su questo o su quell’altro evento, sperando di vincerne almeno uno di più. E poi ancora uno. E poi ancora un’altro.
Lavorare no, mai: è più facile così.
Di solito carico 10 euri e mi diletto a fare puntatine minime su eventi più-che-certi e che non hanno alcun rischio, vincendo di conseguenza poco e perdendo poi tutto non appena mi arrischio a prendermi una libertà di troppo. Questa volta, però, mi sono messo a pensare e – carta e penna alla mano – mi sono fatto uno schema. Proviamo a spiegare questo “sistema” e chissà che, estirpandolo dalla mia mente e mettendolo su carta, non riesca a decidere finalmente se è un buon modo per fare soldi o una boiata pazzesca.

Prima di tutto si sceglie una scommessa per cui la probabilità di vittoria è più alta di 1:2 ma più bassa di 1:10. Personalmente ho optato per la combinazione di due “Pari\Dispari”, di due diverse partite di calcio (probabilità 1:4). In pratica, si scommette se il totale delle reti di quella partita sarà pari o dispari (lo 0 – 0 vale come pari). Il pari è dato a 1.80, mentre il dispari a 1.85. Combinando una delle possibili accoppiate, si arriva ad un coefficiente totale tra il 3.24 e il 3.42.
Ora, poniamo che la scelta dello scommettitore sia quella di giocare un’accoppiata di Dispari, e punta 10 €: qui comincia la parte cervellotica (ma nemmeno troppo) della faccenda.
Se infatti lo scommettitore vince, riceve 34,2 €, con 24,2 € di vincita netta. Se perde, niente panico. Si prenda 20 € e li si punti sulla medesima accoppiata di risultati (quindi, nel nostro caso, Dispari\Dispari), ovviamente di partite diverse. Se questa volta si avrà fortuna, la vincita sarà di 68,4 €, da cui vanno tolti i 30€ puntati per un ricavo netto e facile facile di 38,4 €. Se ancora, non ci sarà vittoria, si punta ancora sugli stessi risultati, questa volta 30€. Se questa è la volta buona, il calcolo è facile: (30 € * 3,42) – 60 fa 42,6 € e il ricavo totale inizia ad aiutare a pagare la rata dell’Unico.

A questo punto, una considerazione. Le possibilità che la combinazione scelta si faccia viva sono il 25% del totale (una su quattro – ci sono infatti Pari\Pari, Pari\Dispari, Dispari\Pari e poi la nostra Dispari\Dispari): si ritiene quindi piuttosto credibile che entro quattro volte, essa regalerà la vittoria. Ovviamente, questa affermazione non ha basi concrete e quindi potremo in realtà incontrare la nostra amata unione di risultati immediatamente al primo tentativo, come dover aspettare venti volte. Sta di fatto – e sebbene ciò vada contro ogni legge della logica statistica, della statistica logica e di qualsiasi legge che abbia a che fare con la statistica e con la logica, è vero! – che, prima o poi, si presenterà.

Non cito la legge dei grandi numeri perché parla di serie infinite, e qui di infinito non c’è nulla: vero è che teoricamente lanciando un dado per un numero infinito di volte, esso potrebbe non mostrare mai la faccia del 6, ma è ovvio che prima o poi essa invece comparirà. Io ci ho provato ed in ventiquattro lanci è uscita tre volte (sesto, quattordicesimo e diciannovesimo tentativo), che potranno sembrare poche, ma che rappresentano la perfetta media statistica (la probabilità dell’1:6) diminuita di una sola unità.
E’ quindi normale pensare che la combinazione Dispari\Dispari possa ritardare anche per tre mesi (ad una media di due giocate alla settimana fanno ventiquattro prove) o addirittura di più, ma è allo stesso tempo normale pensare che – come dicevo prima – la stessa combinazione, per certo, prima o poi si presenterà.

Questo fatto, unito alla consapevolezza che ad ogni giocata, aumentando la puntata precedente di un tot, si ha in caso di vincita un ricavo sicuro, fa nascere la questione fondamentale: è questo un buon sistema o c’è qualche errore di fondo? Io ci ho pensato parecchio e non ne ho trovati. Bisogna solo stare attenti al quantitativo di soldi da puntare.

Ovviamente, infatti, si vince in proporzione a quanto si rischia. Propongo due semplici esempi: nel primo il giocatore A punta 10 € sulla combinazione Dispari\Dispari e continua ad aumentare di 10 € ad ogni sconfitta; nel secondo il giocatore B ne punta 50, e aumenta del doppio dopo ogni risultato negativo. Entrambi vincono solo all’ottavo tentativo.

Giocatore A
Turno 1: puntata 10 €, vincita: no.
Turno 2: puntata 20 €, vincita: no.
Turno 3: puntata 30 €, vincita: no.
Turno 4: puntata 40 €, vincita: no.
Turno 5: puntata 50 €, vincita: no.
Turno 6: puntata 60 €, vincita: no.
Turno 7: puntata 70 €, vincita: no.
Turno 8: puntata 80 €, vincita: si.
In totale il nostro Sig. A ha puntato 10 + 20 + 30 + 40 + 50 + 60 + 70 + 80 € = 360 €.
In totale il nostro Sig. A ha vinto 80 € * 3,42 = 273,6.
Sig. A, mi dispiace, ma in tutto hai perso 86,4 €…

Giocatore B
Turno 1: puntata 50 €, vincita: no.
Turno 2: puntata 100 €, vincita: no.
Turno 3: puntata 200 €, vincita: no.
Turno 4: puntata 400 €, vincita: no.
Turno 5: puntata 800 €, vincita: no.
Turno 6: puntata 1600 €, vincita: no.
Turno 7: puntata 3200 €, vincita: no.
Turno 8: puntata 6400 €, vincita: si.
In totale il nostro Sig. A ha puntato 50 + 100 + 200 + 400 + 800 + 1600 + 3200 + 6400 € = 12750 €.
In totale il nostro Sig. A ha vinto 6400 € * 3,42 = 21888 €.
Sig. B, complimenti, il suo capitale si è alzato di 9138 €!

Questo fa pensare che per vincere bisogna puntare cifre impossibili, fuori dalla portata di ogni medio giocatore? Falso! Uniamo le caratteristiche positive dei due esempi (giocate relativamente sopportabili nel primo caso e vincita assicurata nel secondo) e facciamo giocare al Sig. C inizialmente 10 €, per poi farlo raddoppiare ad ogni ulteriore prova. Anche lui, come i suoi predecessori, vincerà all’ottavo tentativo.

Giocatore C
Turno 1: puntata 10 €, vincita: no.
Turno 2: puntata 20 €, vincita: no.
Turno 3: puntata 40 €, vincita: no.
Turno 4: puntata 80 €, vincita: no.
Turno 5: puntata 160 €, vincita: no.
Turno 6: puntata 320 €, vincita: no.
Turno 7: puntata 640 €, vincita: no.
Turno 8: puntata 1280 €, vincita: si.
In totale il nostro Sig. C ha puntato 10 + 20 + 40 + 80 + 160 + 320 + 640 + 1280 € = 2550 €.
In totale il nostro Sig. C ha vinto 1280 € * 3,42 = 4377,6 €.
Sig. C, intasca 1827,6 €: li vuole in contanti o in gettoni d’oro?

Ora, io non so se lo farei mai di rischiare più di 2500 € (considerando che tutti i miei averi corrispondono a 3500 € circa), ma la vincita è assicurata. Certo, la combinazione Dispari\Dispari potrebbe non uscire mai in quegli otto tentativi, ma provate a mettere in un cappello quattro palline, ognuna di un colore diverso: se dopo otto pescaggi c’è almeno un colore che non è mai uscito sono pronto a pagarvi la colazione.

In definitiva, considerando la puntata minima di bwin (3 euri) sono disposto a sacrificarmi e a trasformarmi all’istante nel Sig. D, che punta 3 € e poi raddoppia. Vediamo come andrebbero le solite prime otto puntate.

Giocatore D
Turno 1: puntata 3 €, vincita: no.
Turno 2: puntata 6 €, vincita: no.
Turno 3: puntata 12 €, vincita: no.
Turno 4: puntata 24 €, vincita: no.
Turno 5: puntata 48 €, vincita: no.
Turno 6: puntata 96 €, vincita: no.
Turno 7: puntata 192 €, vincita: no.
Turno 8: puntata 384 €, vincita: si.
In totale il Sig. D ha puntato 3 + 6 + 12 + 24 + 48 + 96 + 192 + 384 € = 765 €.
In totale il Sig. D ha vinto 384 € * 3,42 = 1313.28 €.
Il Sig. D, che poi sarei io, mette in posta 548,28 € e comincia a guardare al mega-cofanetto con tutte le stagioni di X-Files (e all’iPod nano, e a dei vestiti decenti!) con un pò più di leggerezza.

Certo, mi si chiederà: se è così semplice e sicuro, perché non applicano tutti lo stesso “sistema”, vincendo sistematicamente soldi su soldi?

Eh, qui mi blocco e comincio a temere di fare qualche errore: non lo so. Non lo so proprio.

Fringe 1×01 – Pilot

11 settembre 2008

Fringe 1x01 - PilotC’è una zona, ai margini del sapere ufficiale, dove tutte le convinzioni positiviste e razionaliste a cui le varie discipline scientifiche ci hanno abituato sono messe in discussione. Nei pressi di questo “margine” è possibile lo scambio di coscienze, il teletrasporto, la rianimazione cellulare; nei pressi del margine si può parlare con i morti. Di tutto questo si accorgerà un’agentessa dell’FBI, chiamata a collaborare con menti eccelse (ma assai parascientifiche) per salvare la vita di un collega a lei molto caro. L’indagine andrà a buon fine, ma il prezzo sarà alto.
Insomma, se si sperava di assistere al ritorno in grande stile di un Mulder reincarnato, a quanto pare il giorno è giunto. Personalissima opinione, forse, ma che Fringe sia realmente una sorta di X-Files del secolo X – correttamente corretto e ontestualizzato – sembra palese sin da questo doppio episodio pilota: 82 minuti di FBI, caso infarcito di nozioni fantastiche, la giusta dose di ironia e, non ultimo, il mitico filone narrativo “della congiura” a fare da sfondo alle indagini della settimana. Vedremo come svilupperanno la storia, ma per ora le premesse per un ottimo continuo ci sono tutte. Nota di merito ai personaggi. La protagonista è forse un pò troppo fintamente sicura di sé per risultare totalmente amabile, ma nel complesso non dispiace; la figura del professor Bishop è grandiosa e spero che duri tutta la stagione (e oltre) perché sono sicuro che potrà regalare momenti intensi; il Jackson, alla fine, non ci sta proprio COSI’ male: l’attore è cresciuto e con il corpo pare che anche la mente abbia seguito lo stesso destino, così lo spettatore non è costretto a sorbirsi una carrellata di scene in cui Pacey Witter fa finta di essere Peter Bishop, come temevo, bensì ad una vera e propria interpretazione di Peter Bishop. Ai posteri (il me stesso di martedì prossimo) l’ardua sentenza di giudicare meglio lui, e con lui tutto il resto.
«Quando sapremo qualcosa di più», mi verrebbe da dire, ma ho come il sospetto che per sapere qualcosa di più si dovrà attendere la season finale e quel “qualcosa”, probabilmente sarà: ora ne so meno di prima. Bene, bene. Mi piace.

Nightmare II: la rivincita

10 settembre 2008

la rivincitaA cinque anni dagli eventi narrati nel primo episodio, si stabilisce in Elm Street un ragazzotto che nei primi minuti di film ci viene presentato come uno sfigatissimo darkettino solitario, ma che non farà altro, per tutto il resto della pellicola, che insidiare le mutande della protagonista femminile, Lisa. Anzi, questo non è del tutto vero. Freddy infatti, improvvisamente, decide che ha lavorato troppo e invece di fare come al solito e vagare per i sogni dei teenager arrapati ad ammazzarlii, si impossessa del corpo del Jesse e ci manda lui, a fare il lavoro sporco. Grande tensione scenica (!) per la continua lotta tra il bene e il male e finale lovvoso, in cui la bella Lisa capisce che l’unico modo per estirpare il demonio dal corpo dell’amico\fidanzato è il vero amore (ma nel finale del primo Nigthmare non ci era stato detto che l’unico modo per fermarlo era il non aver paura di lui?) e per dimostrarlo si slinguazza per una buona manciata di secondi il mostro stesso, che poi in realtà era Jesse posseduto.
Che dire: rispetto al precedente episodio c’è forse un regresso per quanto riguarda la spontaneità del terrore mostrato e forse certe scene sono un pò troppo lunghe (ad esempio, quella del bus) e finiscono per generare noia anziché attesa, ma nel complesso non mi vergogno di dire che alla sufficienza ci si arriva senza problemi. Il finale, ovviamente, lascia spazio ad un ulteriore seguito, che arriverà due anni dopo e – dei tre – sarà sicuramente il più bello. Ma questo è un altro post.


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